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Confort food - APPLE SHORTBREAD con acqua di fiori d'arancio

Che si fa in giornate uggiose come queste a Milano?
Ci si conforta con un dolcino coccoloso e forse un tantino calorico ma in certi casi è indispensabile chiudere un occhio...
...basterà rispettare le dosi e farne una sola piccolissima teglia.


Dopo il brodo di pollo e verdure a pranzo (cibo per nonne? Non per noi!) non cè niente di meglio del confort food per eccellenza: un dolce con le MELE.

S'è vero che in cucina amo sperimentare è altrettanto vero che trovo maggior soddisfazione nelle cose più semplici, così come nella vita.
Il mio massimo della trasgressione sta nelle spezie e "forse" nei lievitati.
Per il resto sono piuttosto tradizionalista.

Ho ripescato questa ricetta degli Shortbread dal mio vecchio blog e ho sostituito mirtilli e lavanda con mele e acqua di fiori d'arancio.

Le mele appunto, restano fedeli a quel concetto di semplicità di cui parlavo prima ma riescono ad appagarti avvolgendoti con la loro dolcezza.
Ed è questo quello di cui avevamo bisogno oggi io ed Amorino.

Se anche voi non avete coraggio nè voglia di uscire sotto la pioggerellina fine milanese armatevi di burro e scordatevi delle calorie.
Ci sono momenti in cui non bisogna badarci se questo servirà a farvi stare un po' meglio.

Gli SHORTBREAD, letteralmente "pane friabile", sono biscottini di provenienza scozzese ma diffusi anche nel Regno Unito, Irlanda, USA.
Ve ne sono di diversi tipi sia per farine che forme, il suo "problema" è il burro che lo rende un dolce poco indicato per chi è a dieta.

Ideali per una merenda col thè o per accompagnare il caffè.
Scordatevi la cena o andate a correre il giorno successivo.
Facile no?


APPLE SHORTBREAD con acqua di fiori d'arancio
 
Ingredienti:
  • 120 gr di burro
  • 60 gr di zucchero aromatizzato alla vaniglia*
  • 120 gr di farina 00
  • 60 gr di farina di riso o semolino di grano duro setacciato (in questo caso riso)
  • 80 gr di mela tagliata a dadini (1/2 mela o poco più)
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio (regolatevi secondo i vostri gusti)
  • zucchero semolato a piacere da spolverare in superficie


Procedimento: Amalgamate il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso; aggiungete le farine e l'acqua di fiori d'arancio, per ultimi i dadini di mela incorporandoli delicatamente.
Otterete un panetto che andrete a riporre per una 20ina di minuti in frigorifero.

Trascorso questo tempo, aiutandovi con la carta forno sopra e sotto l'impasto, stendete il panetto con un mattarello a un'altezza di almeno 1 cm. 
Trasferitelo con la carta forno in una teglia piccola.
Bucherellate la superficie con una forchetta, cospargetela con un po di zucchero semolato a piacere e infornate in forno preriscaldato a 190° per circa 25 minuti.

Appena sfornato, ancora caldo, dividete il dolce in fette lasciandolo nella teglia (a spicchi, oppure a quadrotti o come preferite). Aiutatevi con un coltello senza però separare le porzioni.


Una volta perfettamente raffreddato separare le fette e servire a piacere con thè o caffè.

Made with <3 BY  #MothersLiketThat


* Se vi capita di usare i semi di vaniglia Bourbon non buttate le bacche ma conservatele per aromatizzare lo zucchero di casa.
Vi tornerà utile per preparare dolci come questo o zuccherare le vostre bevande preferite.


  
 "La semplicità è la gloria dell’espressione"
(Walt Whitman)

CHIEDIMI SE SONO #FELICE...

...MA SE NON ME LO CHIEDI MICA MI OFFENDO.


Una volta qualcuno mi ha detto che scrivevo cose tristi e che nei miei post avrei dovuto invece trasmettere felicità.
Che “la gente vuole leggere cose allegre!” e non le menate di una Mamma Single.
Certamente sarà anche così ma credo altrettanto che non ci si debba sforzare di essere quel che non si è per attrarre a sè qualcuno, che mettere maschere non sempre fa bene.

E’ una vita che non scrivo e a momenti mi pare di non ricordare nemmeno più come si fa; ho tralasciato il blog ma ho continuato su Facebook, istantanee di un periodo che di felice ha come unica certezza, sempre presente “Amorino”.
Ogni giorno che passa mi accorgo sempre di più quanto sei straordinario, tu unico piccolo dispenser di felicità e sorrisi.

Ho resistito anche troppo a non incazzarmi, a non mostrare tutto il mio disappunto su quel che sono stati gli ultimi 4 mesi.
Un concentrato di fratture sotto ogni aspetto, lavorativo e sentimentale…
…e ancora oggi a me la rabbia proprio non mi passa.

E allora perché dovrei trattenerla, mi legge qualcuno in più se dico che sono felice?

Marzo 2015 è stato il mese che ha cambiato definitivamente i miei equilibri (o presunti tali) e io, almeno questo, non me lo dimenticherò mai.

Nel frattempo NON SONO STATA SOLO TRISTE, ho recuperato anche parte di me stessa, delle mie passioni…finalmente ho reimparato a cucinare, a usare le spezie come ingredienti per pozioni magiche, a farmi brillare gli occhi, a sognare distributori di burro notturni...quando ti viene voglia di fare una torta alle 3 del mattino (follia! follia! amore, puro amore) e a correre per piacere e non per dovere.

Ma sono comunque incazzata perché per ben due volte, per motivi diversi, qualcun altro ha avuto l’ultima parola sulle sorti della mia vita.

E non mi era mai capitato che si decidesse per me, senza darmi la possibilità di poter fare qualcosa…
…Né mi era mai successo di non saper bene da dove ripartire e pensare – “stavolta mi arrendo” – per un uomo, magari quello giusto (fosse la volta buona), posso anche aspettare…
…ma un nuovo lavoro dove lo trovo!
Che concili i miei tempi disorganizzati di mamma e padre in una volta sola, mentre corro tra asilo e pranzi e cene e troviamo il tempo per giocare insieme.
E un po’ di tempo che sia anche per me, dove trovo quello per respirare.

Un lavoro che non sia di pura sopravvivenza, una volta tanto…un lavoro vero, dove non ci si debba accontentare, in cui potersi realizzare, in cui essere MAMMA non sia penalizzante.


- Sei Mamma? - No tu no.
- Hai figli? - Evita di dirlo, anzi non dirlo.

Non ne verrò mai a capo.
Viviamo in un mondo (tavolta) di merda.

Sono stata abbastanza felice?
#MOTHERSLIKETHAT 

Dove eravamo rimasti - #Strawberrydress


Siamo andati ben oltre ogni scadenza ma vuoi per casalinghitudine acuta, vuoi per il lavoro...vuoi che ci si è messa come ciliegina sulla torta, l'influenza.
Ci ha colti tutti e due, dopo un weekend piovoso e freddo.
Dopo tanti passati in casa a girarci i pollici abbiamo deciso di fare una gita fuori porta.
"Theres No Place Like Home" ...evidentemente cè del vero.

Oggi siamo a quota 39° sulla scala termometro, soffriamo entrambi di tossite acuta...
...tossiamo insieme, in sincrono, come i gemelli che provano le stesse emozioni nello stesso momento anche da lontano e penso, che Amorini siamo!!
Uniti nello stesso "dolore" di capa, uniti nella stessa rottura di balle!

Ad ogni modo, s'era detto che avevamo messo in cantiere il vestitino di Carnevale Home-Made.
E allora da carota noi optammo per la più dolce e succosa...FRAGOLA!


Nonostante il disappunto di alcuni, le perplessità di molti...questa nostra piccola opera CI PIACE!
E poi ad Amorino il rosso dona!

Non cè niente di meglio nell'essere soddisfatti per aver realizzato qualcosa con le proprie mani, no?
L'idea era molto semplice, il materiale (feltro e lana) economico e di facile reperibilità.

Si tratta di realizzare una sorta di grande bavaglia della forma che preferite e arricchirla di dettagli che la identifichino nel soggetto prescelto.
Per il cappellino, ne abbiamo riciclato un'altro rivestendolo con del panno verde, lo stesso utilizzato per il fragolo.
Se ci sono riuscita io ;)


Anche se di poche parole non potevo aspettare oltre per pubblicare la foto del risultato.

State alla larga da quest'influenza, fate il pieno di vitamine! 
...O vi ritroverete come me a versare acqua in un bicchiere di plastica come a un ubriaco che chiede di continuo il suo wisky: - "Amorino! l'acqua! acqua! l'acqua molto grande! acqua!"- e non solo ahimè.

<3 Intanto tra poco più di 48 ore io divento ancora grande <3

#MothersLikeThat

Di merletti e ... - #figli #donoEsacrifici #padri capaci di esprimere le proprie emozioni

- Ammaliata, estasiata, incantata...tra stoffe e merletti presso TESSUTI RAPONI - MILANO -

Sono giorni che nuovi post mi sfuggono di mano per i troppi intoppi e impegni quotidiani.
Eppure le parole giuro, non mi sono mancate.

L'importante è SEMPRE, ricominciare.
Quindi ricomincio da oggi, finalmente a scrivere e scrivervi.
Cè nessuno lì? ^_*

Carnevale si avvicina, il mio compleanno anche, San Valentino pure.
Per la prima ricorrenza sono alle prese con la realizzazione del mio primo (forse ultimo, forse chissà una serie di tanti...) vestitino HOME MADE così come richiesto dalle educatrici del nido che frequenta Amorino.

Tema dell'opera in questione: i 5 sensi.

Forse non ho esattamente centrato il tema ma quel che conta (per me) è che sia fatto a mano e non è cosa da poco visto che sino ad ora ho appena attaccato bottoni.
Comunque il primo spunto è arrivato da una mia cara amica che mi suggeriva di utilizzare il FELTRO per realizzare qualcosa di semplice, economico e colorato.
Così è partita la caccia all'idea.

Navigando ho trovato il simpatico sito di PANE, AMORE E CREATIVITA' il quale spiega come realizzare facilmente un travestimento da carota.
Ora voi vi chiederete, che centra la carota con i 5 sensi?

Questo non lo so, ho pensato al senso del GUSTO ma poi giustamente qualcun altro mi ha fatto riflettere sul gusto appunto, della carota, del tipo...
- "Ma che sapore ha la carota! ma diamine, un po di fantasia! Trasformalo in un confetto, cioccolato, qualcosa di dolce almeno! " -
Spinta da queste meravigliose incitazioni ho trasformato la carota in un confetto e poi in un cioccolato fino a tradurre il tutto in....

...un(a) fragol(A)ino!

Mi sono già messa all'opera ma per il risultato vi rimando al prossimo post, così, se vi va ^__*  SUSPANCE.

Nel frattempo, parlando di madri, padri, figli e quant'altro...
...a volte in giornate che non ti aspetti, in momenti in cui sei distratto/a, ti capita di incontrare persone che nella fugacità dell'incontro lasciano ugualmente il segno.
Ti fanno riflettere.
Così come mi è capitato qualche sera fa rientrando a casa, sull'autobus col mio "Bibi".
Avrei voluto subito fermare i pensieri in parole come sto facendo adesso ma ancora lo ricordo certo, quel che conta.

Un padre con la sua bambina, di 16 mesi circa, si chiama Francesca.

Mi sono offerta di fare spazio al suo passeggino accanto al nostro e da lì solo lo scambio di qualche frase.
Francesca appunto, 16 mesi, torna a casa col suo papà dopo un pomeriggio coi nonni mentre la mamma è a casa, chissà forse a mettere in ordine come facciamo spesso noi mamme.
Noi mamme approfittiamo, inteso nel senso buono della parola (come dice anche "lei" in un post che io ho condiviso pienamente) di quegli attimi di libertà che ci vengono concessi.
Quasi mai approfittiamo per noi stesse.

Comunque...
...lui, il papà,mi racconta brevemente che è arrivata tardi la piccola Francesca, che nel frattempo dorme profondamente accanto a noi.
Ormai non l'aspettavano più, - mia moglie è più giovane di me ma io, io ho 50 anni - nelle sue parole la felicità di quel regalo inaspettato.

REGALO.

- E sai, ti riempie la vita. A volte sai, quando torni da lavoro, dopo una giornata pesante che vorresti solo urlare...apri la porta e vedi lei, lei che ti sorride e ti porta le ciabatte e in quel momento tutto passa, anche i pensieri più tristi, non è un periodo facile si sa...ma con lei passa tutto...-

- E' la cosa più bella che ho...che poi, beh certo "COSA", sembra brutto a dirlo così...ma io intendo proprio LA COSA PIU' BELLA CHE MI POTESSE CAPITARE, la GIOIA più grande di tutta la mia vita. -

E' durato solo qualche fermata il nosto viaggio insieme ma mi ha lasciato certamente tanto, in un momento in cui forse dubbi e paure mi assalivano dinuovo.

Molte donne, non tutte, non si preoccupano mai abbastanza del parere e delle emozioni di un uomo.
Cè sempre da imparare.

Non dimentichiamoci mai di quanto I nostri figli possano dare nella nostra vita.

Seppure possano "togliere" spazio ai nostri spazi, se vuoi puoi, se hai qualcuno accanto che condivide con te la stessa voglia ed emozioni viaggi più spedito/a.

Grazie Amorino per i sorrisi che mi dai anche quando tutto intorno gira male e scusa se, qualche volta forse, ho pensato che non fossero abbastanza.

MI SBAGLIAVO.
Sogni d'oro. 

DONO.

#MothersLikeThat

° A Natale non solo regali, regala un sorriso in più - #Xristmas °

"MENTRE CERCHIAMO DI INSEGNARE AI NOSTRI FIGLI TUTTO SULLA VITA, I NOSTRI FIGLI CI INSEGNANO CHE LA VITA E' TUTTO".
(Angela Schwindt)


Siamo ormai prossimi al Natale e si fanno insistenti le forme di comunicazione volte al sociale.
Io voglio parlarvene di una che mi sta particolarmente a cuore perchè anche se in maniera indiretta, seguita più da vicino.

La sindrome di Rett è una malattia genetica che colpisce solo soggetti di sesso femminile, bambine, che per una mutazione del cromosoma "X" manifesteranno entro i quattro anni di vita tutti i sintomi degenerativi che essa comporta.
1 su 10.000 bambine nel mondo non può parlare, camminare nè giocare.

Mi riesce difficile immaginare un bambino fermo perchè anch'io, quando semplicemente "sgrido" amorino dicendogli di stare immobile riscontro quanto sia per lui impossibile non muovere almeno un solo muscolo.
I bambini sono fatti per questo, in fondo si sa.
Se potessimo reggere per ore il loro entusiasmo, la loro vivacità, probabilmente non li sgrideremmo neppure.
Concederci una pausa ogni tanto mi sembra ammissibile, pensare invece a un immobilità perenne no.

L'associazione PRO RETT RICERCA ONLUS, di cui fanno parte anche gli stessi genitori, si propone di individuare la cura per queste bambine.

Quest'anno la scuola di cucina Teatro 7 Lab di Milano in collaborazione con il pasticciere Dario Hartvig, e gli chef Tommaso Arrigoni, Andrea Provenzani, Sebastiano Rovida e Tano Simonato e all' ASSOCIAZIONE PRO RETT ONLUS organizzano una campagna fondi per aiutare la ricerca scientifica condotta dal San Raffaele RETT Research Center di Milano e il laboratorio dell'universita dell'Insubria di Busto Arsizio.

In vendita da subito, IL Panettone, dolce di Natale per eccellenza.


Frutto della professionalità e artigianalità del pasticciere Dario Hartvig,  Pasticceria del Borgo di Carmagnola (TO).
Il panettone classico, profumato di agrumi canditi, uvette e di lievito madre, quest'anno avrà un ulteriore valore aggiunto.
E aiutando la ricerca, scopri se sarai tu il fortunato a partecipare a uno dei corsi di cucina messi in palio insieme a uno degli chef.

Troviamo una cura alla sindrome di RETT.
Prendiamo(LE)ci per mano.

Per acquistare IL Panettone clicca QUI, o rivolgiti presso uno dei punti vendita di Milano, Carmagnola e Meda (MB). 




ESPONI IL BANNERINO nella tua pagina Web, diffondi la campagna
su tutti i canali e non dimenticarti di acquistare IL Panettone...
...per un NATALE PIU' BUONO.

IO STO CON proRETT #XRISTMAS



FACCIAMO LIEVITARE LA RICERCA.